UN Pò DI STORIA DELLA CITTA DI IMPERIA

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Imperia nasce dalla fusione di due città, Oneglia e Porto Maurizio, e di due territori storicamente e geograficamente distinti.

L’unificazione delle due città, da anni dibattuta, fu resa possibile da una legge del 1922 con la quale il governo assumeva pieni poteri nel riordinamento della pubblica amministrazione. Il 21 ottobre 1923 un decreto reale di Vittorio Emanuele III stabilisce di riunire in un unico comune denominato Imperia gli undici preesistenti comuni di:

Porto Maurizio • Borgo Sant’Agata • Caramagna Ligure • Castelvecchio di Santa Maria Maggiore • Costa d’Oneglia • Poggi • Torrazza • Moltedo Montegrazie • Oneglia • Piani

Il testo del decreto è oggi riprodotto in un grande affresco nella Sala Consiliare del Comune.
Si chiudeva così, per mano di un governo autoritario, un iter che si trascinava polemicamente da decenni a partire dall’Unità d’Italia in quanto, anche se le due città erano troppo vicine per non fondersi, prima o poi, in un solo comune, le modalità di questa unione erano troppo controverse e sentite dai rispettivi cittadini perché si potessero risolvere spontaneamente.

Visto che né gli abitanti di Oneglia né quelli di Porto Maurizio si risolvevano a scegliere un nome che potesse andare bene ad entrambi, fu deciso (dall’alto) quello di Imperia, dal nome “neutrale” del torrente Impero che le separava e che suonava particolarmente adatto per la politica patriottica ed imperialista dell’epoca. Il progetto era quello di creare una città unica. Tracce di questa volontà, che si ispira ai principi dell’ideologia fascista, sono evidenti nell’architettura razionalista degli edifici civici costruiti in quegli anni: il Municipio, il Palazzo delle Poste, l’Ufficio Tecnico Erariale (tutti estremamente simili a quanto veniva edificato a Latina e Sabaudia). Tutti questi edifici furono edificati in una zona pianeggiante a metà strada tra Oneglia e Porto Maurizio, così da enfatizzare il loro carattere di palazzi pubblici della nuova città.

Gli anni Trenta

Superato il clima di ostilità tra le due cittadine principali, cominciarono diversi studi per unificare in maniera concreta la città appena nata. Dunque, mentre si progettavano le linee di espansione di Oneglia e Porto Maurizio, si cercò di fare in modo che queste convergessero e si saldassero reciprocamente, per rafforzare l’unità del nuovo comune: in questo modo si ipotizzò la costruzione di un nuovo centro a metà tra i due insediamenti principali in una zona allora disabitata e, precisamente, nel luogo in cui le due cittadine – in passato rivali – ebbero numerosi scontri, anche armati (a questo proposito, i giardini di Piazza della Vittoria nacquero proprio colmando, anche simbolicamente, il fossato che aveva spesso fatto da teatro a questi scontri).
Oltre a queste intenzioni si pensò e si studiò il progetto di un porto turistico e commerciale unico che inglobasse i due esistenti. Anche la costruzione di una stazione ferroviaria centrale (con diramazione verso il Piemonte e, quindi, Torino, da sempre sogno irrealizzato di Cavour, che aveva dei possedimenti ad Oneglia) doveva avvicinare i due abitati.

Il periodo bellico

I danni subiti negli anni della seconda guerra mondiale bloccarono ogni cantiere: la città risultò più volte bombardata nel corso del periodo bellico (in uno di questi bombardamenti fu anche distrutto l’imponente carcere di Oneglia, per il quale la città era nota in tutta Italia) e le zone antistanti il mare furono sfollate a forza, minate e chiuse da un muro in cemento armato, per evitare possibili sbarchi nemici. Nel mese di maggio del 1945 la città (e tutta l’attuale provincia) fu occupata da truppe di soldati francesi i cosiddetti Tirailleur, su ordine diretto di Charles de Gaulle, che dopo un mese si ritirarono nuovamente oltre Ventimiglia.

Il dopoguerra

Fu questo un periodo di crisi per la città: un’espansione poco controllata creò quartieri depressi, anche se in misura molto minore rispetto alle grandi città del nord. Per anni, Imperia coltivò il sogno di un grande porto commerciale per lo sviluppo della città (sfruttando il grande spazio sul mare fra i due centri, inutilizzato), ma sia la rivalità delle altre città liguri i cui porti erano allora in crisi (Genova soprattutto, ma anche Savona e La Spezia) che la mancanza di efficaci vie di comunicazione verso il Piemonte rivelarono questo progetto come troppo ambizioso.

Gli anni Settanta

La costruzione di un lungomare (Lungomare Amerigo Vespucci) tra i due nuclei urbani, detto superstrada (è una strada a due corsie per ogni senso di marcia), se da un lato permise un più rapido collegamento tra Oneglia e Porto Maurizio, dall’altro non fece che accentuare la loro distanza.

Dagli anni novanta ad oggi

Oggi, la spinta verso uno sviluppo turistico anziché industriale per la città è stata finalmente accettata da tutte le istituzioni che, anche per motivi ideologici, l’avevano per anni osteggiata ed è stata avviata la costruzione del porto turistico. Per il 2009 era previsto il completamento della nuova stazione ferroviaria, costruita in seguito al progetto di sdoppiamento e spostamento a monte della linea ferroviaria (ad oggi principalmente a binario unico) da Finale Ligure a Ventimiglia, ma tuttora il cantiere è in attività e la linea, così come la nuova stazione ferroviaria non sono ancora in attività.
La distanza tra le due cittadine non è più concepita come un ostacolo o un elemento sfavorevole, ma come un punto di forza che, tutto sommato, caratterizza in maniera particolare la forma urbis di questa città. Imperia, proprio in questo periodo, sta attraversando una fase particolare in cui si punta a riequilibrare il rapporto tra il suo ruolo politico e la presenza di strutture idonee alla sua importanza, in relazione al suo titolo di capoluogo di Provincia (confronto con altre città quali Savona e La Spezia), ma anche in relazione al fattore turistico (confronto con centri quali Bordighera, Sanremo, Alassio). Tutti i progetti in via di approvazione e concretizzazione puntano, dunque, ad esaltare l’importanza di questa località, che vorrebbe porsi come vero centro del Ponente Ligure.

Storia di Porto Maurizio

Il centro è di origine romana imperiale e sembra prendere il nome da San Maurizio, generale romano della Legione Tebea, martirizzato sotto Diocleziano per essersi rifiutato di sterminare alcuni Galli cristiani insorti contro i Romani (IV sec. d.C.). Ma un’altra tradizione vuole il centro fondato dai Saraceni (IX sec.) i quali sfruttarono la posizione strategica del promontorio come base per le loro scorrerie marinare lungo la costa ligure. Portus Murisius fu poi tramutato per assonanza nell’attuale Porto Maurizio.
Certamente come altri borghi della Liguria venne affidato agli ordini religiosi (X sec.) i quali promossero il terrazzamento delle terre per lo sfruttamento agricolo. Porto Maurizio fu infeudato ai Clavesana (XII sec.), di stirpe aleramica, divenendo poi (XIII sec.) libero Comune diviso nei terzieri di San Giorgio, San Maurizio, San Tomaso.
Nel 1276 il centro fu assorbito dalla nascente potenza della Repubblica di Genova conoscendo un periodo di sviluppo economico grazie anche all’industria olearia. Con Genova il centro divenne sede del Vicariato della Riviera Occidentale, organismo per il controllo delle coste liguri di ponente.

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