IL VELIERO DI IMPERIA CHE “NAVIGA” DAL 1824

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Quando pensiamo alla nostra provincia subito ci viene in mente il mare, il sole, il clima mite che tutti ci invidiano, ma anche le colline, le campagne, le serre con i fiori, gli ulivi, insomma viviamo in mezzo a tanta ricchezza e a volte lo dimentichiamo. Ma esistono anche realtà che sono partite molti anni fà , secoli fà, grazie a uomini coraggiosi, sognatori che hanno reso possibili e reali progetti che se ci fermiamo a pensare farli oggi sembrerebbe impossibile, uno di questi uomini si chiamava: Paolo Battista Agnesi.

Chi non conosce la famosa pasta del “veliero” ,  l’alimento per eccellenza nella tradizione italiana, anche oggi nonostante siamo immersi in questo mondo globale, cè chi non vuole perdere le proprie origini, e noi che siamo nati qui non vogliamo che questo processo si fermi, ma vorremmo che rifiorisca e che torni a ” navigare” in questo mare in tempesta per portare la nostra tradizione in giro per il mondo.  Noi ci crediamo perchè sappiamo che certe idee sono destinate a durare nonostante a volte sembri impossibile. 

Adesso diamo la parola alla storia:

 

Nel 1824 Paolo Battista Agnesi acquistò a Pontedassio, nell’entroterra di Imperia, un mulino per la macinazione della semola per la pasta. Il primo dei suoi quindici figli, Giacomo, introdusse nella lavorazione metodi innovativi appresi nel corso dei suoi viaggi di studio a Parigi, mentre un altro figlio, Paolo, fu inviato a operare sul mercato granario della Borsa di Genova. La necessità di approvvigionamenti di grano regolari spinse la famiglia ad armare una propria flotta di velieri per rifornire i propri mulini del miglior grano proveniente dall’Ucraina. Per motivi logistici venne costruito un nuovo mulino nei pressi del porto di Oneglia, dove fu formalmente costituita la ditta Paolo Agnesi e figli. I figli che succedettero nell’impresa al fondatore, Giacomo, Agostino e Paolo si trovarono a dover gestire la ricostruzione dopo il terremoto del 1887 che distrusse il mulino di Pontedassio e danneggiò quello di Oneglia. Il primo fu allora abbandonato mentre il secondo venne ricostruito con moderni sistemi di macinazione a cilindri e comodi collegamenti alla ferrovia e al porto. Al mulino venne annesso un primo pastificio che consentì un’importante integrazione produttiva e che a fine Ottocento consentì all’Agnesi, prima in Italia, di proporre ai consumatori la pasta confezionata. Come marchio venne scelto allora il veliero per ricordare la propria flotta aziendale. Nella prima metà del Novecento l’azienda riuscì a soddisfare la crescente domanda di pasta sul mercato italiano decuplicando la propria produzione tra il 1901 e il 1934. Tale sforzo di crescita fu reso possibile anche dall’apporto di un figlio di Giacomo, Vincenzo, ingegnere come il padre, che entrò nell’impresa attorno al 1915 e la spinse ulteriormente verso la meccanizzazione e l’automazione dei processi produttivi. Nel 1917 la Paolo Agnesi e Figli fu trasformata in società per azioni con un capitale di 272 milioni di lire. L’impresa, passata nel 1929 dalla guida di Giacomo a quella di Vincenzo, proseguì anche nel secondo dopoguerra la sua crescita che venne rallentata soltanto dal sorgere di numerosi concorrenti. Le strategie commerciali e pubblicitarie contribuirono al successo dell’impresa che negli anni settanta compì la transizione dalla terza alla quarta generazione. Negli anni ottanta il pastificio vide l’erosione delle proprie quote di mercato e nel 1995 la famiglia Agnesi decise di cedere il controllo della società al gruppo Danone. La parentesi con la multinazionale francese durò pochi anni e nel 1999 Agnesi entrò a far parte del gruppo alimentare Colussi.

“La ricerca portata avanti con il coraggio dell’uomo che ama il suo lavoro e non si stanca di viaggiare, di scrivere ogni giorno un capitolo nuovo della sua storia.”

Questa è l’anima di Agnesi, incarnata nell’immagine del suo celebre veliero: non accontentarsi mai, provare il nuovo, sperimentare soluzioni creative.

Uno spirito spinto dalla ricerca continua del meglio e dalla  passione che aveva al principio: le migliori materie prime, le migliori tecniche produttive, il miglior prodotto finito.

L’ispirazione che ha guidato l’impresa di Paolo Battista Agnesi oggi conserva tutta la sua carica vitale: Colussi e Agnesi viaggiano insieme sulla medesima rotta; quella che li avvicina a chi ama la qualità della vita, il piacere del cibo e dello stare insieme.

 

E noi nel nostro “piccolo” ci auguriamo che tutto questo possa davvero continuare…….

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