E SE TUTTO QUESTO POTESSE TORNARE?

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Tra il 1936 e il 1981  una funivia ha collegato il centro di sanremo con la vetta del monte. Il tracciato era lungo 7688 metri, e veniva percorso in circa 40 minuti. Erano previste due stazioni di scambio, una presso il Campo Golf ed una a ridosso dell’abitato di San Romolo; tra quest’ultima stazione e quella capolinea di Monte Bignone vi era il tratto sospeso tra due piloni più lungo d’Europa, circa 1700 metri.

La linea, ideata nel 1929  ed iniziata alla fine del 1935, portava la firma di pietro agosti e fu costruita dalla “Compagnia Italiana Funivie”, un’opera “ardita” che all’epoca rappresentava la più lunga funivia al mondo. I motori impiegati erano la punta di diamante dell’ingegneria dell’epoca, tanto da aver subito solo minimi interventi di ordinaria manutenzione nel corso dei loro 45 anni di servizio ininterrotto: al momento della dismissione, erano ancora perfettamente funzionanti.

La funivia venne costruita a ridosso della seconda guerra mondiale, quando a Sanremo il turismo elitario russo aveva già cominciato a declinare, e quello inglese era stato bloccato definitivamente dalle sanzioni internazionali contro l’Italia, tanto che l’inaugurazione, fatta il 28 ottobre 1936, passò abbastanza inosservata.

La rivista Le vie d’Italia, organo del touring club italiano, nel numero 11 di novembre 1936 recitava:

“Le sei vetture, in acciaio inossidabile nelle parti vitali, scorrono ciascuna su otto ruote e sono illuminate elettricamente. 25 persone possono starvi comodamente sedute, e dalle ampie finestre vetrate ammirare il magnifico paesaggio, che si svolge in una rapida fantasmagoria davanti ai loro occhi stupefatti. Ogni vettura è collegata telefonicamente con le altre e con ciascuna stazione, per modo che i passeggeri e il conduttore possono sempre comunicare fra loro e con l’esterno. […] La nuova Funivia San Remo – Monte Bignone è un segno dei tempi. Costruita durante l’imperversare delle sanzioni, tutto quanto occorse al suo attrezzamento – macchinari, funi metalliche, apparecchi di misura, di comando, di controllo – fu prodotto dal lavoro italiano.”

La funivia da Monte Bignone. San Romolo sullo sfondo

Nonostante le speranze di crescita legate al turismo, la linea non fu mai economicamente conveniente: costantemente in passivo, venne gestita dalla CIF fino al 1966, quando passò sotto l’amministrazione del Comune di Sanremo, ma, a causa dei costi sempre più alti di gestione, venne definitivamente chiusa nel 1981. Da allora si stanno studiando le possibilità di una riapertura, anche alla luce del rinnovato senso comune sui problemi dell’ambiente, che porta il pubblico alla riscoperta delle aree naturalistiche ed alla fruizione di mezzi a basso impatto ambientale. Si tenga presente infine che la funivia continua a rivestire, per i Sanremesi, un ruolo affettivo non indifferente: ad esempio, a tutt’oggi, i cartelli indicatori del Parco di San Romolo e Monte Bignone riportano, come logo, una funivia tra i pini, con il mare sullo sfondo.

Una corsa di prova, tra San Romolo e Monte Bignone, venne effettuata nel 1991, quando sembrava che quest’ultimo tratto potesse essere rimesso in funzione, ma non se ne fece di nulla.

Tra le nuove proposte, previste nel piano regolatore di Sanremo, vi è quella di ristrutturare ogni stazione, e di introdurne una ulteriore nei pressi di uno svincolo della circonvallazione “Aurelia bis” al fine di istituire un mezzo economico, rapido e non inquinante per collegare rapidamente il centro città ad un possibile parcheggio scambiatore, e contribuire nel contempo a decongestionare almeno in parte l’ormai critico traffico cittadino.

Le stazioni di San Romolo e Monte Bignone, una volta ristrutturate e riqualificate anche tramite la costruzione di nuove infrastrutture, porterebbero il turista nel cuore del neonato omonimo Parco Naturale, e fornirebbero l’opportunità di un rilancio dell’intero areale.

Un’ulteriore proposta prevede lo spostamento della stazione di Sanremo, che dall’attuale posizione nei pressi del mercato dovrebbe essere portato all’altezza del Porto Vecchio, prossima al Forte di Santa Tecla.

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