CHI TROVA UN PRATO TROVA UN TESORO

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Esiste un posto sopra le alture di Sanremo che una volta era molto frequentato, lo si poteva raggiungere molto facilmente in quanto esisteva addirittura una funivia che portava le persone fuori dalla routine quotidiana, fuori dalla città, quel posto si chiama Sanromolo.

Io personalmente quegli anni non li ho vissuti, ma quando ascolto i racconti delle persone più grandi di me che in quell’epoca erano magari molto giovani, mi viene come una nostalgia nonostante io Sanromolo l’abbia vissuta diversamente, infatti io ho ricordi legati principalmente al “prato” dove ho trascorso parecchie domeniche in famiglia a fare i pic nic, e nei tempi un pò più recenti le domeniche pomeriggio di pasquetta con gli amici a giocare a pallone.

  

Deve essere stata proprio la stessa mia nostalgia che a spinto la domenica appena trascorsa(30 marzo) tantissime persone a contribuire alla pulizia e rimessa a nuovo del famoso prato e non solo. E’ stato tutto organizzato dall’associazione locale ” i ravacoi di sanromolo” che assieme alla protezione civile e i volontari della croce rossa hanno dato vita ad una giornata speciale dedicata a prendersi cura del territorio e della natura che abbiamo la fortuna di avere e che molti ci invidiano. Questa giornata dal nome “Pulizia in allegria” ha coinvolto gente di ogni età e soprattutto i bambini sicuramente più sensibili verso tutto quello che riguarda il rispetto dell’ambiente naturale fatto da animali e piante.

Un ottimo lavoro è stato anche svolto dai molti volontari della protezione civile che hanno ripristinato i canali dello scolo dell’acqua che essendosi tappati rendevano inagibile il prato, sono state tappate le buche, ed ora il prato appare compatto e di bell’aspetto come un tempo.

Tutto si è svolto nel migliore dei modi quindi, è stata anche un occasione oltre che per ripulire anche per socializzare e rendere protagonisti i più piccoli, facendo loro capire il valore del nostro territorio che è stato spesso vittima di degrado dovuto alla negligenza delle persone, insomma un piccolo grande passo verso una presa di coscenza comune che sicuramente farà crescere questi futuri adulti nel rispetto dell’ambiente naturale circostante, che se valorizzato può dare in futuro anche opportunità di avere uno stile di vita più sano e naturale che vada magari verso un ritorno alle origini visti i  tempi non sarebbe male.

   
“Vedi noi, pensiamo sempre che gli alberi son cose che si possono tagliare, che… che si può far legna… allora a questo ho messo gli occhi… sono occhi indiani, perchè li mettono sulle pietre… perchè se Dio è dovunque, per renderlo visibile a una mente semplice, bisogna che abbia degli occhi, che sia come un umano… allora ho portato dall’India questi occhi e li ho messi a quest’albero… e li ho messi per mio nipote… così per potergli spiegare che quest’albero ha vita… che ha gli occhi, come noi… e non è che si può tagliare così, impunemente… che lui ha una sua logica di essere qui… che tutto ha il diritto a vivere… anche quest’albero… e se proprio un giorno andrà tagliato perchè cade sulla casa o qualcosa… bisognerà almeno parlargli… chiedergli scusa…” Tiziano Terzani

 

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